Click to pray, by Bergoglio: cos’è e come funziona

Il progetto di Click to pray è stato lanciato ufficialmente dall'Apostolato della Preghiera, Opera Pontificia il 10 marzo 2016 ed è la nuova frontiera del cattolicesimo

0
453

É arrivato il modo facile e veloce per pregare, adesso basta un click ed è subito invocazione social: Papa Francesco rilancia Click to pray.
Ieri dal balcone di Piazza San Pietro sua Santità Francesco ha ricordato l’app per smartphone Click to pray per i cattolici. Il pontefice, considerato dai vaticanisti “assolutamente mediatico“, ha dato ancora una volta dimostrazione della sua spiritualità interattiva, ma soprattutto della sua capacità di comunicare con tutti, non solo attraverso le omelie, l’Angelus e le udienze del mercoledì, ma con i social ed ora gli “pseudo tweet della preghiera”.

click to pray

Il progetto Click to pray

Il progetto di Click to pray è stato lanciato ufficialmente dall’Apostolato della Preghiera, Opera Pontificia il 10 marzo 2016 ed è la nuova frontiera del cattolicesimo. Niente più preghiere a memoria in Chiesa, adesso basta un cellulare per connettersi con la propria spiritualità. Più concretamente, basta entrare nello store del proprio smartphone e scaricare l’applicazione.

Una volta entrati si accede alla piattaforma della rete mondiale di preghiera del Papa, compreso il Movimento Eucaristico Giovanile. All’interno si potrà visitare un menù che permette di consultare le preghiere postate da Bergoglio e quelle, pensate un po’, di miliardi di fedeli. Si può condividere e, cliccando sul bottone a forma di cuoricino che recita “pray”, “pregare virtualmente” per il pensiero postato da quell’utente. Un modo semplice e veloce per connetterti con la fede di tutto il mondo, ma anche fare in modo che il tuo pensiero possa essere condiviso e pregato dal resto della comunità.

Una catena di spiritualità

Sì perché Click to pray ti dà la possibilità di scrivere la tua intenzione di preghiera e far in modo che un fedele dal Brasile possa “pregare” per la tua richiesta. Una catena di spiritualità che viaggia in giga nata dal desiderio del Papa di collegare i cuori per concretizzare insieme a lui la missione di compassione per il mondo. Insomma puoi pregare con Francesco, pregare in prima persona ogni giorno (sapendo anche quante altre persone hanno pregato) con una schermata che ti ricorda il Santo del giorno e diversi passi religiosi o spirituali in genere per il mattino, pomeriggio o notte, oppure semplicemente interagire pregando in rete con i pensieri degli altri o quelli personali. La filosofia del “pray sharing” ha già affascinato milioni di utenti ed è già disponibile in portoghese, spagnolo, inglese, francese, tedesco ed italiano, a breve anche in cinese e vietnamita.

Attraverso Click to pray è possibile fare anche una donazione, sia mensilmente che una tantum da una cifra che va da 1 euro ad una a piacere da poter inserire. Il ricavato andrebbe, stando alla dicitura che si trova sulla schermata che appare cliccando su “fai una donazione”, a chi lavora per la realizzazione di questa opportunità interattiva di preghiera.
b

Bergoglio, bit e parole

Bergoglio ancora una volta si dimostra un personaggio assolutamente innovativo per la chiesa romana che da sempre ha mosso lentamente passi verso un evoluzione. Il Papa ha svecchiato i dogmi della chiesa ed avvicinato migliaia di fedeli da tutto il mondo con una comunicazione poco istituzionale e più semplice, fatta oggi più di bit che di parole.

Seguici sui nostri canali social per restare sempre aggiornato!

FacebookTwitterInstagram

CONDIVIDI
Articolo precedenteL’impatto della trasformazione digitale sulle professioni
Articolo successivoPremio Roberto Morrione, al via l’ottava edizione
Annalibera Di Martino
Mi chiamo Annalibera Di Martino e vivo a Castellammare di Stabia. Nutro da sempre una forte passione per la musica italiana, a tal punto che all’età di appena 7 anni ho iniziato a studiare canto e pianoforte ed a 16 anni ho partecipato a concorsi nazionali come il Premio Mia Martini con un brano inedito intitolato “Il tuo sorriso” o come il Premio Mogol interpretando “E la luna bussò”. Mi sono avvicinata alla tradizione nazionale musicale con studi di settore, infatti sono laureata in Discipline delle arti visive, musica e spettacolo (DAMS) con una tesi sul Festival di Sanremo. Sono studiosa autodidatta di Sanremo da circa 8 anni ed ho partecipato, tra gli altri, alla 68° edizione del Festival come giornalista nella Sala Stampa Lucio Dalla. Mi sono iscritta ad un master in giornalismo e collaboro già da un anno con diverse testate locali. Mi occupo principalmente di politica, cronaca ed ovviamente terza pagina.