Fuori Traiettoria: perché la tua consulenza non dovrebbe iniziare dal marketing

Entriamo nel metodo Fuori Traiettoria: ecco perché il primo passo per una comunicazione efficace non è un piano di azione, ma una serie di domande (scomode).

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Taccuino con un grande punto interrogativo, simbolo della fase di analisi in consulenza.
La strategia di comunicazione inizia quando smetti di cercare risposte facili e inizi a farti le domande giuste.

C’è un’aspettativa comune quando un’azienda si rivolge a uno studio di comunicazione: ricevere subito una ricetta. Un nuovo logo, un sito più veloce, un piano editoriale aggressivo. In parole povere: marketing.

In Officine Storte però, come ormai sapete, ci muoviamo fuori traiettoria. La prima cosa che facciamo quando entriamo in consulenza con un nuovo cliente non è parlare di marketing. Non apriamo i dati dei social, non analizziamo il codice del sito. La prima cosa che facciamo è molto semplice, ma anche incredibilmente difficile: facciamo domande. Molte… domande.

Il problema non è quasi mai tecnico

Molte aziende pensano che il problema siano gli strumenti: il logo vecchio, i social che non convertono, il sito che non riceve visite. Ma nella maggior parte dei casi, questi sono solo i sintomi di una “malattia” più profonda.

Il vero problema spesso, è che nessuno si è mai fermato davvero a definire l’anima del brand. Ci si è concentrati così tanto sul fare che ci si è dimenticati dell’essenza. Se non sai chi sei, perché esisti, cosa ti rende diverso dagli altri, ogni azione di marketing che intraprendi diventa casuale. 

Le tre domande che cambiano tutto

Quello che chiediamo ai clienti è confrontarsi con tre domande fondamentali:

  1. Chi è il tuo brand? Non cosa vende, ma qual è la sua voce, la sua personalità, il suo tono.
  2. Perché esiste? Qual è dunque, la missione oltre al profitto. Quale vuoto riempie nel mercato?
  3. Cosa lo rende davvero diverso? Se sparissi domani cosa mancherebbe ai clienti che non potrebbero trovare altrove?
Progetto architettonico che evidenzia le fondamenta del brand.
Se le fondamenta sono fragili, nessun logo o sito potrà reggere il peso del mercato.

Sembrano domande scontate, ma non lo sono affatto. Perché la strategia di comunicazione si può costruire solo dopo aver ben chiari questi tre punti. Senza queste risposte, un bel logo o l’ultimo reel virale sono solo una perdita di tempo (e di budget).

L’identità è la tua unica strategia

Torniamo sempre allo stesso punto: in un mondo dove tutti comunicano allo stesso modo, in cui vige la regola di chi urla più forte degli altri. Le stesse promesse, contenuti uguali, tone of voice che si confondono, l’unica via possibile è quella della differenziazione consapevole. Solo dopo aver consolidato le fondamenta – cioè l’identità – è possibile costruire il tetto, cioè i contenuti e la pubblicità.

Il marketing è solo uno strumento del brand. Una consulenza che funziona non ti dà solo una mappa: prima di tutto ti aiuta a capire chi è il viaggiatore. Solo così il viaggio verso il successo potrà essere costante, solido e soprattutto autentico.