I giornalisti dell’Ansa incrociano le braccia

Pieno sostegno ai giornalisti dell'Ansa da parte della Federazione nazionale della Stampa italiana "a tutti i giornalisti e le giornaliste che hanno proclamato lo sciopero"

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Stop dell’Ansa. A partire dalle 7 di stamattina e per 24 ore i giornalisti dell’agenzia di stampa incrociano le braccia e convocano l’assemblea generale per mercoledì 9 gennaio. Il Comitato di redazione, si legge in una nota, “prende atto della volontà dei vertici aziendali di non procedere con un reintegro dell’organico redazionale al termine del piano di crisi che ha consentito il raggiungimento dell’equilibrio di bilancio.

Il Cdr, consapevole della gravità del quadro generale del mondo dell’editoria, ritiene comunque imprescindibile, anche alla luce dei nuovi prodotti che la redazione si appresta a realizzare, che il tema dell’organico venga urgentemente affrontato. Il Cdr, dopo anni di sacrifici che hanno decimato il corpo redazionale, rigetta inoltre la logica dei soci editori, improntata al mero contenimento dei propri costi al di fuori di una prospettiva di sviluppo e alla volontà di scaricare i propri problemi di bilancio sull’agenzia, che deve essere considerata un bene pubblico per il Paese”.

Pieno sostegno ai giornalisti dell’Ansa da parte della Federazione nazionale della Stampa italiana “a tutti i giornalisti e le giornaliste che hanno proclamato lo sciopero per protestare contro la dichiarata volontà dell’azienda di non procedere ad alcun rilancio dell’agenzia e di non farsi carico di un necessario potenziamento dell’organico redazionale, ridimensionato da numerose uscite. In questo modo l’azienda viene meno agli impegni annunciati e rinuncia a qualsiasi progetto di sviluppo, condannando l’agenzia ad una progressiva e preoccupante marginalità. La Fnsi, insieme con le Associazioni Regionali di Stampa, promuoverà ogni iniziativa per impedire che un grande patrimonio di professionalità e di storia venga dilapidato”.

Proteste anche sul fronte Askanews che resterà ferma fino a domenica. I lavoratori dell’informazione scioperano contro l’ipotesi di ricorso al concordato preventivo all’ordine del giorno del Consiglio di amministrazione del 24 dicembre e contro la dichiarazione di 27 esuberi presentata dall’azienda dopo il taglio di dieci giornalisti (in gran parte prepensionamenti), cinque mesi di cassa integrazione al 50% e un contratto triennale con la Presidenza del Consiglio firmato ad agosto. Fnsi ha chiesto all’editore di Askanews Luca Abete di assumersi le proprie responsabilità evitando colpi di mano, peraltro alla vigilia di un tavolo di confronto sindacale già convocato alla ripresa dopo le festività natalizie.

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