Chiara Natoli, attivista di Libera. Bruciata la sua auto

Chiara Natoli si muove nei diversi quartieri difficili di Palermo per allontanare le nuove generazioni dalla criminalità organizzata

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Due ragazzi armati di benzina per incendiarle l’auto a causa, probabilmente, della sua lotta quotidiana contro le mafie: Chiara Natoli si è svegliata ieri mattina a Palermo con le forze dell’ordine che le hanno spiegato quanto successo nella notte precedente a pochi metri da casa sua, nel quartiere del Borgo Vecchio. L’attivista di Libera non si era accorta di nulla, non si era resa conto della sfida che due giovani le hanno voluto lanciare 48 ore dopo la marcia contro la mafia organizzata il 21 marzo scorso. Un attacco che non è passato indisturbato: Natoli è una delle storiche attiviste di Palermo che ogni giorno è impegnata nel sociale per aiutare i giovani siciliani.

chiara natoli

Chiara Natoli e i quartieri difficili di Palermo

Chiara Natoli si è avvicinata a Libera dopo aver svolto il servizio civile. Si muove nei diversi quartieri difficili di Palermo per allontanare le nuove generazioni dalla criminalità organizzata mettendoli in contatto con il mondo dell’associazionismo. E forse proprio per questa sua attività è stata colpita la notte fra sabato e domenica. La polizia di Stato ha già acquisito i filmati del sistema di videosorveglianza dai quali si notano due ragazzi che si avvicinano all’auto della donna e le danno fuoco. Gli inquirenti sono sulle sue tracce e sperano di fermarli il prima possibile.

Attestati di stima

Un raid che fa rumore quindi. Palermo è stata scossa dalla notizia dell’attacco notturno ma si è subito attivata per manifestare la propria solidarietà alla 31enne. Attestati di stima che sono giunti anche da numerosi esponenti politici: dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando al vicepremier e ministro Luigi Di Maio, da Dario Chinnici (Pd) a Giusto Catania (Sinistra comune), da Francesca Busionarolo (M5S), presidente della Commissione Giustizia alla Camera. In prima linea al suo fianco il presidente di Libera don Luigi Ciotti.

Il vile gesto

Intanto l’attivista affida a Facebook il suo pensiero dopo il vile gesto dello scorso weekend: “Da stamattina sono sommersa dalle manifestazioni di supporto e di affetto. Le indagini sono in corso e nutro massima fiducia nei confronti delle forze dell’ordine e della magistratura che si stanno adoperando per individuare i responsabili. Ringrazio tutti di cuore, non sono riuscita a dare riscontro ai tanti messaggi, ma questo sostegno è per me la migliore risposta che possiamo dare. Ringrazio le istituzioni e in particolare la prefetta di Palermo che sin dalle prime ore mi hanno fatto sentire personalmente la vicinanza dello Stato”. “Il mio attivismo è sempre stato un agire collettivo e per questo quelle fiamme non colpiscono me, ma tutta Libera Contro le Mafie, i tantissimi che il 21 marzo sono stati con noi in piazza e tutto quel mondo fatto da tante associazioni e singoli che ogni giorno opera lontano dai riflettori e che oggi sta vivendo accanto a me queste ore complicate. Un noi, questo, che a Palermo e in Sicilia farà rifiorire una nuova primavera”, conclude.

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