Presunte violazioni della privacy, cambia il riconoscimento facciale di Facebook

In pratica si passa da un sistema opt-out (si può uscire) ad uno opt-in (decidere di entrare)

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Il riconoscimento facciale di Facebook viola la privacy degli utenti. Il sistema fornito dal social network per proteggere gli account oltre che per favorire alcune funzioni, come per esempio i tag nelle foto che vengono pubblicate, potrebbe mettere a rischio milioni di dati relativi a coloro che lo hanno attivato. Per questo motivo, Facebook è dovuto ricorrere ai ripari inviando delle segnalazioni a coloro che avevano attivato il riconoscimento facciale per decidere se continuare oppure rimuovere i diritti che erano stati inizialmente concessi.

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In pratica si passa da un sistema opt-out (si può uscire) ad uno opt-in (decidere di entrare). Se prima la funzione era automatica per tutti, adesso sarà compito dell’utente decidere di entrare e autorizzare l’utilizzo dei dati biometrici che sono fondamentali per riconoscere l’identità. Una virata necessaria considerata che il social di Mark Zuckerberg avrebbe rischiato una multa salatissima che si sarebbe andata ad aggiungere a tutte quelle che già comminate nel corso degli ultimi mesi.

Dallo scandalo Cambridge Analytics, Facebook è finito al centro dell’attenzione del Garante della Privacy. Le autorità infatti sono a lavoro per evitare che il sito possa mettere a rischio milioni di dati personali degli utenti che poi potrebbero essere utilizzati in ambito politico o commerciale. Per questo motivo, ogni singola novità proposta da Facebook viene passata al setaccio individuando eventuali errori. E Facebook di conseguenza è costretto a correre ai ripari per evitare ulteriori sanzioni.

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