Le storie dei giornalisti sotto scorta raccontate ieri in Commissione Parlamentare Antimafia

Fra i temi trattati anche quelli delle querele bavaglio, la precarietà del mestiere giornalistico, i tentativi di delegittimare il lavoro dei cronisti con fake news e messaggi d’odio

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Un incontro con i giornalisti sotto scorta ieri in Commissione Parlamentare Antimafia. Michele Albanese, Federica Angeli, Paolo Berizzi, Paolo Borrometi, Sandro Ruotolo, insieme con Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana, e con Lorenzo Frigerio, della Fondazione Libera Informazione, hanno raccontato le difficoltà di chi è costretto a vivere sotto il controllo delle forze dell’ordine per aver raccontato la verità.

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Ogni giornalista ha illustrato la propria storia, le minacce ricevute a causa degli articoli pubblicati nel corso degli anni. L’obiettivo dell’incontro in Commissione Antimafia è quello di acquisire gli elementi in grado di poter garantire sempre di più la libertà di stampa in Italia e tutelare i professionisti dell’informazione. Fra i temi trattati anche quelli delle querele bavaglio, la precarietà del mestiere giornalistico, i tentativi di delegittimare il lavoro dei cronisti con fake news e messaggi d’odio.

Il commento del Presidente Morra

Ad ascoltare le storie dei giornalisti il presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Nicola Morra che ha spiegato a Fnsi: «La decisione di essere presente all’audizione nel comitato preposto è stata una scelta per dare un segnale forte, deciso. I giornalisti che si occupano di mafie, ma non solo, e che per questo corrono rischi perché realizzano inchieste, vanno protetti ed ascoltati. Inoltre mi auguro che la prima di queste manifestazioni di sensibilizzazione si tenga in Calabria».

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