Silent Spring – Lupus in fabula e fake news

Lupis in fabula. Il lupo va considerato ancora un animale da proteggere in modo assoluto com’è stato finora dal 1971 o può essere gestito con abbattimenti selettivi

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Silent Spring

Lupus in fabula e fake news – La tutela del lupo e lo scontro ideologico

Il lupo va considerato ancora un animale da proteggere in modo assoluto com’è stato finora dal 1971 o può essere gestito con abbattimenti selettivi come avviene per altri animali selvatici? È il quesito principale che da qualche anno, a fasi alterne, vede scontrarsi istituzioni, intellettuali della natura, pastori e personaggi più o meno esperti della materia. Non mancano numerose fake news, che inventano fantomatici attacchi all’uomo, che gonfiano i numeri degli attacchi agli animali da allevamento e che ci riportano indietro nel tempo fino al Medioevo, quando il lupo era considerato compagno del demonio e creatura da distruggere.




Mille anni fa

Il lupo, per millenni è stato uno dei mammiferi più diffusi sul pianeta. Mille anni fa comincia la crociata antilupo e viene decimato in tutto il vecchio continente. Dopo la seconda guerra mondiale si contavano meno di cento lupi in tutta la penisola italiana, concentrati in alcune zone isolate dell’Appennino centrale.

La versione (scientifica) di Wwf e Legambiente

Secondo il Wwf “il Lupo rappresenta una delle specie più emblematiche del nostro patrimonio naturale e culturale. Era il 1970 quando, insieme al Parco Nazionale d’Abruzzo, abbiamo lanciato l’Operazione San Francesco, per salvare il lupo da un’estinzione certa cercando di favorire la coesistenza tra questo grande predatore e gli allevatori. L’operazione ebbe uno straordinario successo, tanto che oggi la popolazione del lupo in Italia conta circa 1600 esemplari, distribuiti principalmente nella zona appenninica, ma, il lupo non può ancora considerarsi fuori pericolo!”.

Legambiente: “La presenza del lupo è fondamentale per il mantenimento degli ecosistemi naturali e della biodiversità. In Italia però si registrano rilevanti problemi gestionali, principalmente connessi alla predazione sul bestiame domestico, a fenomeni di bracconaggio nonché alle problematiche di identità genetica legate ai processi di ibridazione”.

300 lupi

In Italia sono circa 300 i lupi che ogni anno muoiono a causa dell’uomo, di cui la metà è vittima di bracconaggio. L’ultimo caso di aggressione all’uomo risalirebbe al 1825. I casi di cui spesso si parla sono quelli causati dagli ibridi o dai cani inselvatichiti. Il problema nasce soprattutto da questi ultimi perché non temono l’uomo e nel contempo hanno assimilato comportamenti selvatici. Il lupo, quello vero, è diffidente dall’uomo e se ne tiene alla larga.