Un nuovo “caso trota” o velenose malelingue? Il dubbio scuote l’Italia

Anche il professor Giuseppe Conte, giurista, segnalato da Lega e M5s al presidente Mattarella per essere investito della carica, ha dovuto rendere pubblico il suo curriculum

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Caspita! Manco ventiquattrore e la storia del premier in pectore già diventa un caso. Che è successo? È successo che come tutti i mortali che vanno o che vogliono fare un lavoro importante – e quello di presidente del Consiglio italiano, lo è – anche il professor Giuseppe Conte, giurista, segnalato da Lega e M5s al presidente Mattarella per essere investito della carica, ha dovuto rendere pubblico il suo curriculum. Ovvero l’elenco di quanto fatto, studiato, dei corsi di aggiornamento seguiti, degli incarichi ricoperti e via dicendo. Lo ha fatto.

nuovo caso trota

E, come logica impone, quella lunga lista è stata passata al setaccio stretto dai giornalisti. I quali, che come si sa non si fanno mai i fatti loro, armati di santa pazienza gli hanno fatto le pulci. Scoprendo che c’erano delle cose che andavano verificate. Come quella dichiarazione di “aver trascorso, ogni estate, dal 2008 al 2012, almeno un mese nella New York University“. Hanno fatto i debiti controlli alla “University” e ne è venuto fuori che, come ha dichiarato la segreteria di quell’ateneo al New York Times: “Una persona con quel nome non appare nei nostri registri, né come studente né come membro della facoltà”.

Caspita. “Cominciamo bene”, direbbe qualcuno malfidato. Ma la cosa non finisce qui. Anche le anche le università di Malta e Pittsburgh, in Germania dichiarano: “Non ha mai studiato o insegnato ufficialmente qui”, come dall’aspirante premier segnalato. Di più secondo l’agenzia austriaca Apa e il sito del quotidiano Der Standard, l’International Kultur Institut di Vienna, dove, secondo il curriculum, Conte nel 1993 avrebbe perfezionato gli studi giuridici “in realtà si chiama Internationales Kulturinstitut ed è esclusivamente una scuola di lingue che offre corsi di tedesco”.

Vabbè allora qua qualcuno sta scherzando. Se poi ci mettiamo che nel curriculum pubblicato sul sito della Camera dei deputati, sempre Conte scrive di essere stato “designato” a far parte del “Social Justice Group istituito presso l’Unione europea” e l’Unione europea non ha organismi con questo nome, allora stiamo freschi. Qualcuno chiarisca: siamo difronte a un nuovo “caso Trota” o è tutta colpa delle scie chimiche?

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