Iscrizione sui social possibile solo con il documento, c’è la proposta di legge

Al momento però è solo una proposta. Non c’è nessun atto concreto che possa dare forma alla volontà di Italia Viva anche se comunque l’idea sta riscuotendo numerose approvazioni

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Depositare un documento d’identità valido per aprire un account sui social. È questa la proposta di legge che il gruppo parlamentare di Italia Viva, che fa capo all’ex premier Matteo Renzi, ha deciso di inoltrare al Governo per contrastare i profili fake. Da anni ormai i principali leader politici contano migliaia di followers alle proprie pagine ma, da semplici controlli, spesso emergono un numero enorme di bot (computer) o di falsi (mancanza di riferimenti biografici o foto personali). Per questo motivo la politica prova a correre ai ripari chiedendo l’approvazione di una legge ad hoc che costringerebbe Facebook, Instagram e Twitter a dover rivedere le proprie impostazioni.

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Al momento però è solo una proposta. Non c’è nessun atto concreto che possa dare forma alla volontà di Italia Viva anche se comunque l’idea sta riscuotendo numerose approvazioni, soprattutto fra i vip. I personaggi famosi sono quelli più colpiti dagli account fake che spesso li accusano e li insultano gratuitamente. E non è detto che la discussione italiana presto possa essere estesa anche al continente europeo con una legge comunitaria.

Un documento per contrastare l’hate speech

Considerato che molti dei discorsi d’odio vengono diffusi con utenti anonimi, l’obbligo del documento potrebbe porre un freno all’hate speech. Chi si nasconde dietro un account potrebbe così evitare di insultare le minoranze etniche o religiose, ma anche politici e vip, per paura di essere facilmente rintracciato e poi ovviamente sanzionato. Per questo motivo Italia Viva sta spingendo per lavorare alla nuova legge che potrebbe ridurre la circolazione di odio sui social network.

Da parte di Facebook o Twitter non ci sono al momento risposte. L’obbligo del documento potrebbe comportare delle modifiche importanti alle regole sulla privacy anche alla luce degli ultimi scandali a livello mondiale. Per realizzare il progetto servirà sicuramente una comunione d’intenti anche con i grandi player del digitale che dovranno rispettare l’eventuale nuova legge.

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