Chi sono gli angeli della morte in Italia: dal caso di Luca Spada ai precedenti che hanno scosso il Paese intero

Un approfondimento sull'abisso degli angeli della morte in Italia. Dal recente caso di Luca Spada a Forlì alla scia di sangue dei killer

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Ambulanza ferma in una piazza italiana deserta di notte, atmosfera cupa

Il caso di Luca Spada, il soccorritore di 27 anni arrestato a Forlì, ha riportato a galla un termine che speravamo di aver relegato al passato: gli angeli della morte. Parliamo di un preciso e inquietante profilo criminologico che descrive chi, protetto da un camice o da una divisa, decide di trasformare il soccorso in esecuzione.

Il giovane di Meldola, soprannominato Spadino, è sospettato dell’omicidio aggravato di un’anziana, Deanna Mambelli, e di almeno altri cinque decessi.

L’abisso di Spadino: tra sadismo e profitto

Le intercettazioni raccolte dalla Procura di Forlì restituiscono un profilo che va oltre la semplice negligenza. “Oggi ho fatto due morti“, dice Spada alla compagna. “Mi è piaciuto tanto quello che ho fatto… Lo voglio rifare“, confida in un altro frangente. Un mix tossico di delirio di onnipotenza e cinismo.

Il sospetto degli inquirenti, coordinati dal procuratore Enrico Cieri, è che dietro le siringhe d’aria (il metodo dell’embolia gassosa utilizzato) possa celarsi un accordo economico con agenzie funebri.

Chi sono gli angeli della morte?

In criminologia, l’angelo della morte è un tipo specifico di serial killer che opera in contesti sanitari. Generalmente agisce per tre motivi:

  • Il complesso di Dio: il bisogno di decidere chi vive e chi muore.
  • La sindrome dell’eroe: creare un’emergenza per poi “salvare” il paziente e ricevere lodi (che spesso finisce in tragedia).
  • Misericordia distorta: la convinzione di porre fine a sofferenze inutili.
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Chi sono gli angeli della morte?

I precedenti che hanno scioccato l’Italia

Il caso Spada è solo l’ultimo di una lista nera di operatori che hanno tradito il camice.

  • Sonya Caleffi (2004): L’infermiera di Lecco uccideva i pazienti con embolie gassose. Il suo obiettivo? Essere notata dai medici durante le manovre di rianimazione. Voleva sentirsi indispensabile.
  • Angelo Stazzi (2009): Soprannominato il killer dell’insulina, uccise almeno sette anziani in una casa di riposo romana. Per lui, la fragilità altrui era un palcoscenico per il proprio potere.
  • Leonardo Cazzaniga (2016): Il medico del pronto soccorso di Saronno agiva secondo il suo “Protocollo”: un mix letale di farmaci per pazienti che lui riteneva “non degni” di proseguire l’esistenza. Si definiva esplicitamente un Dio.
  • I barellieri di Paternò (2017): Il caso più simile a quello di Spada. A Catania, i pazienti venivano uccisi in ambulanza per alimentare il business delle pompe funebri legate ai clan mafiosi. La morte come commodity.
  • Mario Eutizia (2024): Il badante che recentemente si è costituito confessando di aver ucciso anziani per “pietà”, somministrando dosi massicce di farmaci. Un profilo di “mercy killer” che si sovrappone a quello del predatore.