Silent Spring – La caccia ai dischetti in mare di plastica

Dischetti in mare: come hanno reagito le associazioni? Nelle ultime settimane i litorali del mar Tirreno sono stati invasi da misteriosi oggetti

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Silent Spring

La caccia ai dischetti in un mare di plastica

Nelle ultime settimane i litorali del mar Tirreno sono stati invasi da misteriosi dischetti di plastica. Grazie all’intervento di una squadra speciale della capitaneria di porto – guardia costiera l’altro ieri è stata accertata la fonte e la causa nel cedimento strutturale di un impianto di depurazione alla foce del Sele causando la fuoriuscita di decine di migliaia di dischetti in mare.




Dischetti in mare: come hanno reagito le associazioni?

Clean Sea Life, (il progetto europeo che mira ad accrescere l’attenzione del pubblico sui rifiuti marini), di cui Legambiente è partner, ha invitato tutti i cittadini a partecipare a #cacciaaldischetto, l’attività di pulizia delle spiagge coinvolte dalla dispersione dei dischetti, che nel prossimo weekend vedrà volontari ed associazioni al lavoro in diverse località di mezza Italia, consultabili sul sito www.cleansealife.it.

Gli appelli spesso inascoltati di Goletta verde

Gli esperti di Legambiente, che ogni estate effettuano il giro di quasi tutto il Mediterraneo a bordo della Golette verde, da anni denunciano l’inadeguatezza degli impianti di depurazione del nostro paese. Una carenza strutturale che ci è già costata due condanne e una terza procedura d’infrazione da parte dell’Unione europea, con due sanzioni da 62,7 milioni di euro una tantum, a cui si aggiungono 347 mila euro al giorno sino al risanamento delle irregolarità, cui si somma ora anche il problema del controllo e della manutenzione degli impianti per scongiurare il ripetersi di simili gravissimi incidenti.

Operazioni di bonifica

Legambiente, che nel weekend scenderà in campo con i propri volontari per andare a pulire le spiagge interessate dai dischetti in mare, chiede che le operazioni di bonifica non siano però affidate solo alla volontà e alla dedizione dei cittadini. “Ci troviamo di fronte a una emergenza che non può essere risolta grazie solo all’impegno volontario dei cittadini. Il ministero dell’Ambiente e le Regioni interessate devono impegnarsi subito per una valutazione complessiva dell’impatto dello sversamento delle plastiche e per avviare rapidamente un adeguato piano di rimozione e risanamento”.

Isola di plastica

Nel frattempo è di ieri la notizia che la cosiddetta isola di plastica al largo del Pacifico ormai ha raggiunto una dimensione incredibile. Secondo la rivista Scientific Reports le stime parlano di una concentrazione di spazzatura che è passata dai 400 grammi per chilometro quadro degli anni ’70 a 1,23 kg nel 2015. Il 99,9% di questa spazzatura è plastica. Quasi la metà è formata da reti da pesca. Il resto è una quota dei 320 milioni di tonnellate di questo materiale prodotti ogni anno nel mondo. La densità di questo ammasso di rifiuti è quindi 16 volte più alta rispetto a quanto si stimasse fino all’ultima ricerca.