Festival del Giornalismo di Perugia 2018: un po’ di banalità e molto futuro

Diversi incontri del Festival del Giornalismo di Perugia sono stati dedicati al giornalismo investigativo e allo stesso tempo al data journalism

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Festival del Giornalismo di Perugia. Fake news, nuove frontiere dell’informazione e analisi politica europea. Sono stati questi gli argomenti più gettonati durante l’ultimo Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, giunto alla tredicesima edizione. Anche quest’anno, migliaia di cronisti di tutta Europa hanno raggiunto l’Umbria per assistere ai piccoli convegni organizzati da altrettanti giornalisti ed esperti del settore. In primis si è discusso di fake news, anche prendendo in considerazione le ultime campagne elettorali sia nazionali che internazionali.

festival del giornalismo di perugia

Se qualcuno si aspettava di ascoltare dei consigli per difendersi concretamente dalle bufale, è rimasto deluso. Spesso gli eventi si perdevano in luoghi comuni e frasi fatte che non hanno fatto altro che aumentare i dubbi. “Un modo per difendersi dalle fake news? Cancellare dai propri amici sui social quelle persone che le condividono”, hanno spiegato Salvatore Aranzulla e l’attore Pinuccio. Fin troppo semplice. Discorso diverso, invece, per quanto riguarda i convegni sul futuro dell’informazione. Diversi incontri sono stati dedicati al giornalismo investigativo e allo stesso tempo al data journalism con la presentazione anche di alcuni progetti proprio al Festival di Perugia.




La presenza al Festival del Giornalismo di Perugia dei cronisti del Guardian e del Washington Post hanno sicuramente fornito le basi per diffondere anche in Italia questo tipo di informazione basato sui dati. Con l’approvazione del Foia (Freedom of Information Act) del 2016, tutto è possibile. Infine, una piacevole scoperta è stato Stefano Feltri, vicedirettore del Fatto Quotidiano tra i maggiori studiosi del Movimento 5 Stelle. Anticipando gli interventi di Alessandro Di Battista, anche lui ospite a Perugia, Feltri per primo ha notato il programma elettorale modificato dei grillini subito dopo le votazioni. Da chi si innalza paladino della trasparenza e della legalità, è sicuramente un comportamento insolito.

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