Giornalismo e copywriting: perché la “vecchia scuola” è il futuro della comunicazione

Nel marketing di oggi tutti sanno scrivere, ma pochi sanno verificare le fonti. Scopri perché il rigore giornalistico è l'arma segreta per la credibilità del tuo brand.

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Penna rossa che corregge un testo su un tablet, simbolo della revisione giornalistica
Non abbiamo bisogno di parole nuove, abbiamo bisogno di parole vere.

Vi stiamo per dire una cosa che vi sorprenderà: un giornalista può essere un copywriter infinitamente più efficace di chi si limita a “scrivere bene”.

Mentre il mercato si riempie di contenuti generati dall’intelligenza artificiale o da copywriter ossessionati dall’estetica, il metodo giornalistico può diventare il vero spartiacque tra brand tutti uguali e chi invece, costruisce identità. Il giornalismo non è solo scrittura, al contrario insegna tre competenze fondamentali che, nella comunicazione aziendale possono cambiare completamente i risultati.

1. Il dono della sintesi (e il rispetto del tempo)

Un giornalista sa una cosa che molti marketer dimenticano: le persone non leggono tutto. Spesso, ahinoi, si limitano a leggere il titolo di un articolo o le prime tre righe. Questo accade perché quotidianamente siamo bombardati di messaggi online ed è sempre più difficile attirare l’attenzione. Il tempo del lettore è ormai diventato la risorsa più scarsa del web (e non solo).

Attenzione però: saper fare sintesi non significa “scrivere poco”. Significa scrivere tutto, ma saper togliere tutto ciò che non è strettamente necessario. Un giornalista è addestrato a tagliare il superfluo per far emergere la notizia. Nel copywriting questo si traduce in messaggi che arrivano dritti al punto, senza troppi giri di parole che annacquano il valore del brand.

2. La gerarchia delle informazioni

Nella “scuola” Officine Storte, la gerarchia è la cosa più importante. Un giornalista sa cosa scrivere nel titolo, come rivolgersi agli utenti che sono interessati all’azienda e cosa può essere scritto alla fine del pezzo.

Infografica della piramide rovesciata applicata al copywriting.
La gerarchia delle informazioni è ciò che salva il lettore dal caos.

Questa capacità di ordinare i concetti è proprio quello che permette a un brand di essere capito in pochi secondi. Se non sai decidere cosa viene prima, il tuo cliente non saprà cosa scegliere. Il copywriting fatto da un giornalista applica la tecnica della piramide rovesciata: prima il valore massimo per ottenere fiducia, poi approfondiamo. Come scrivere un articolo: prima la notizia, poi i dettagli.

3. La responsabilità delle parole e la verifica delle fonti

Questa è la competenza che a noi di Officine Storte sta più a cuore. Nel giornalismo ogni parola pesa perché ogni informazione deve essere verificata. La verifica delle fonti nel marketing vuol dire smettere di usare superlativi inutili tipo “siamo leader del settore” o peggio “qualità eccellente” e cominciare a usare i fatti per dire la verità. Ed è proprio in questo modo che si costruisce la fiducia. 

Un brand che comunica con dati verificabili, storie vere, affermazioni solide, non deve temere la concorrenza, perché la sua verità è scolpita nei fatti.

Chiarezza, non frasi belle

La comunicazione aziendale oggi ha un gran bisogno di tornare alla realtà. Non servono frasi belle o grafiche perfette che piacciono solo a chi scrive e magari sono incomprensibili. C’è un grande bisogno di messaggi chiari, credibili e verificabili.

Affidarsi all’approccio giornalistico di Officine Storte vuol dire scegliere la via della trasparenza e dell’efficacia. Insomma: farsi pubblicità attraverso la rilevanza.