Come Nutella vuole riabilitare l’olio di palma. Ci riuscirà?

Il nuovo spot di Nutella torna sul tema dell'olio di palma, che l'azienda difende da sempre. Il Codacons sta già protestando. Come andrà a finire?

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nutella olio di palma

“Il nostro olio di palma garantisce la cremosità di Nutella. Ed è sicuro. Proviene solo da frutti spremuti freschi e da fonti sostenibili”. Già, perché non è semplice olio di palma, è olio di palma Nutella®. Così Nutella e Ferrero tornano a difendere l’olio di palma, un prodotto attorno a cui fino a qualche mese fa si erano scatenate polemiche e psicosi di massa. Tanto che altri brand avevano ritirato dal mercato prodotti contenenti l’olio ed altri avevano posto sulle confezioni la scritta “senza olio di palma”. Nutella, però, come ha sempre fatto fin dal primo momento, difende l’olio e la sua lavorazione lo fa con un nuovo spot in onda in questi giorni in tv. Lo spot dura 45 secondi ed è intitolato “La qualità prima di tutto”, e ci porta a scoprire i laboratori della Ferrero dove si lavorano le nocciole, le fave di cacao e i frutti delle palme, appunto. Dal laboratorio si passa alla foresta e sullo sfondo sono ben visibili le palme. Nutella non cambia, insomma, va dritta per la propria strada.

La polemica: Efsa e Reuters

La querelle è cominciata circa 2 anni fa quando l’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare diffuse un rapporto che indicava che i processi di raffinazione dell’olio di palma sviluppano sostanze potenzialmente cancerogene in percentuali da 6 a 10 volte superiori rispetto ad altri oli vegetali. Il documento fu al centro di un’inchiesta dell’agenzia di stampa inglese Reuters. Nel reportage era specificato che l’Efsa “non ha raccomandato ai consumatori di smettere di mangiarlo e ha dichiarato che sono necessari ulteriori studi per valutare il livello di rischio”. Lo stesso hanno fatto l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e la Food and Drug Administration degli Stati Uniti. Tutti hanno segnalato lo stesso potenziale rischio ma nessuno ha raccomandato ai consumatori di smettere di mangiarlo.

Costi di produzione e lavorazione

La chiave della questione, come anche la Reuters ha segnalato, starebbe nei costi di produzione e di lavorazione. “È l’olio vegetale più economico, che costa circa 800 dollari a tonnellata, rispetto a 845 per l’olio di girasole e 920 per l’olio di colza, un altro possibile sostituto. – si legge nel reportage – Ferrero utilizza circa 185mila tonnellate di olio di palma all’anno, quindi sostituirlo costerebbe all’azienda tra gli 8 ed i 22 milioni di dollaro all’anno in più”. Tutto ciò senza considerare l’impatto ambientale delle coltivazioni che, tra le altre cose, hanno causato disboscamento in Amazzonia e Indonesia.




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“Parliamo di qualità”

Nutella, comunque, sul proprio sito web ha aperto un’intera sezione dedicata all’argomento. Anzi, ha fatto di più, ha legato il nome di Nutella all’olio di palma. Ciò che ne è venuto fuori è quello che l’azienda piemontese ha chiamato: “olio di palma Nutella”, con tanto di marchio registrato a seguire. Nella categoria “Parliamo di qualità” si legge: “C’è olio e olio. Il nostro è l’olio di palma Nutella®. L’olio di palma Nutella® è un olio di eccellente qualità, che proviene solo da frutti spremuti freschi. È lavorato a temperature controllate, svolgendo una parte essenziale del processo, quella finale, direttamente a casa nostra. E’ per questo che l’olio di palma Nutella è un olio sicuro, proprio come tutti gli oli vegetali di qualità”.

“Una resa eccellente”

“L’olio di palma ha una resa eccellente: fino a 5 volte superiore a quella dell’olio di colza e dell’olio di girasole, su una superficie uguale di terra coltivata. – si legge sul sito – Da decenni, conosciamo e lavoriamo con estrema cura l’olio del frutto di palma grazie a tecnologie all’avanguardia e ad una particolare attenzione alla qualità e alla sicurezza, sia della materia prima (frutti) che del prodotto finito (olio)”.

Tavola rotonda per l’olio di palma sostenibile

A certificare l’olio di palma è la Tavola rotonda per l’olio di palma sostenibile, in acronimo Rspo per l’inglese Roundtable on Sustainable Palm Oil, è un’organizzazione agricola nata nel 2004. “Il nostro olio di palma è 100% certificato Rspo di tipo segregato, – continuano dall’azienda – ovvero il livello di certificazione più alto, in quanto l’unico ad assicurare la completa tracciabilità dalle piantagioni fino ai nostri stabilimenti. La certificazione Rspo ottenuta da Ferrero ha meritato anche il plauso di Richard Holland, direttore della Market Transformation Initiative del Wwf”. Si arriva così alla Ferrero Palm Oil Charter, una carta sottoscritta da Ferrero “con il fine di affrontare in maniera diretta le cause principali della deforestazione e raggiungere un equilibrio ottimale tra rispetto dell’ambiente, bisogni della comunità, benefici e fattibilità economica”.

“Consistenza cremosa”

Perché Nutella continua ad utilizzare olio di palma, comunque? La risposta “ufficiale” è “perché conferisce al prodotto la sua consistenza cremosa grazie alla sua struttura semi-solida a temperatura ambiente. Inoltre, permette una migliore tenuta del prodotto nel tempo per via della sua maggior resistenza all’ossidazione rispetto ad altri oli vegetali. Infine, quest’olio possiede caratteristiche specifiche che, dopo il processo di raffinazione, gli consentono di avere odore e fragranza neutri, aiutando ad esaltare aromi e sapori degli altri ingredienti della ricetta”.




L’olio di palma fa male?

Ma l’olio di palma fa male? La risposta è ancora contenuta nella pagina Parliamo di qualità: “Contrariamente ad alcune opinioni opportunistiche, non è corretto affermare che l’olio di palma sia dannoso per la salute umana. (…) Viene utilizzato in alimentazione umana da migliaia di anni. Molti studi scientifici confermano la neutralità degli effetti dell’olio di palma sul metabolismo nell’ambito di una dieta equilibrata”. Affermazioni su cui riflettere. Gli studi di alcune delle più importanti istituzioni internazionali sono bollati come “opinioni opportunistiche”. A seguire Nutella non dice a chiare lettere che l’olio di palma non fa male alla salute, ma non è corretto affermare che lo sia. Infine, neutralità e dieta equilibrata e nessun link a studi scientifici. Con qualche equilibrismo Nutella può convincere i consumatori ad amare l’olio di palma.

Codacons, Nutella e olio di palma

A non essere per nulla d’accordo è però il Codacons che ha presentato un esposto all’Autorità per la concorrenza in cui si chiede la sospensione immediata della campagna pubblicitaria perché “si esalta in modo del tutto eccessivo e inopportuno l’utilizzo dell’olio di palma per la realizzazione della Nutella”. Il Codacons si è rivolto anche ai carabinieri del Nas “per verificare la correttezza delle informazioni riportate sulle etichette dei barattoli di Nutella sull’olio di palma e di tutti gli altri alimenti in commercio che lo contengono, relativamente ai rischi per la salute umana connessi ad un consumo eccessivo della sostanza”.

Provaci ancora, Nutella.