Enrico Esposito, vicequalcosa di Di Maio: “Non sono cattivo, è il mio alter ego”

Donne tolte alla strada e messe a lavorare in politica, espressioni volgari a proposito dell’omosessualità e la sua giustificazione è stata convincente

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Enrico Esposito, vicequalcosa di Di Maio. Gallina in fuga è la rubrica di Effequadro a cura di Marianna Di Nola che si fa leggere tutta d’un fiato, che fornisce particolari punti di vista sull’attualità e sui media, che prende in giro un po’ tutti. Forse anche lo stesso Effequadro.

enrico esposito

Gallina in fuga

Enrico Esposito, vicequalcosa di Di Maio:

“Non sono cattivo, è il mio alter ego”

Hanno fatto il giro del web gli spassionati tweet di Enrico Esposito, vicequalcosa messo lì a fare qualcosa da Luigi Di Maio. 65mila euro di stipendio all’anno per mansioni ottenute su “base fiduciaria”. Battute omofobe, sessiste, razziste pubblicamente tweettate e lasciate lì affinché qualche cetrullo più cetrullo di lui mettesse il cuoricino di apprezzamento e le condividesse. Perché la melma umana questo fa. Più è squallido l’argomento e più gli si dà visibilità, più lo si fa arrivare ovunque.

Donne tolte alla strada e messe a lavorare in politica, espressioni volgari a proposito dell’omosessualità e la sua giustificazione è stata convincente. A quei tempi, il signore Esposito faceva qualche altra cosa che aveva a che fare con la radio e lui recitava un ruolo omofobo, razzista, sessista, appunto. Un alter ego, un altro se stesso, l’opposto di sé. Un secondo lui che necessitava di emergere e che si sbracciava così.

Anche noi, tutti quelli che hanno a che fare con la comunicazione, hanno un altro sé a cui ogni tanto decidono di dare vita. E così per farci conoscere e riconoscere iniziamo a scrivere la qualunque contro chiunque in ogni tono possibile, meglio se denigratorio perché l’humor, quello black e satirico, così fa.

Ognuno di noi ha un suo vice. Potremmo far parlare il diavolo che è in noi quando a lavoro il collega approfitta della nostra educazione, quando i furbetti non rispettano le code, quando un Esposito Enrico qualunque si permette di prenderci sfacciatamente per l’alter ego del nostro coccige vendendoci queste spiegazioni.

Chissà come reagirebbe un Esposito Enrico qualunque se tutti i nostri aiutanti dell’anima si unissero contro il suo Gianni il riccone. E’ black humor, come fai a non capirlo. Mica siamo così scellerati, noi?

Comunque, se il vicequalcosa del Mise era certo che mettendo le donne al governo le si levava almeno dalla strada, noi possiamo affermare che con loro al Governo un po’ di chiavicume è assicurata lì a Roma e non è tra noi; altri strambi personaggi ci circondano ma non di certo lo sciagurato Esposito e l’esempio di Fico con collaboratori in nero.

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