Gemello Digitale, l’altro me: ecco il Premio Nostalgia di Futuro 2019

Convivere, discutere, scambiare dati con le macchine: una simbiosi che da ingegneristica diventa individuale. Appuntamento a Roma il 25 settembre

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L’uomo e la macchina devono imparare a convivere, a discutere, a scambiarsi dati sempre più frequentemente: una coesistenza fisica e mentale alla base della teoria del Gemello Digitale. È proprio il concetto di “Gemello Digitale l’altro me” il tema del Premio Nostalgia di Futuro 2019. La manifestazione, organizzata ogni anno dall’associazione Amici di Media Duemila e dall’Osservatorio Tuttimedia, giunge quest’anno alla sua 11esima edizione analizzando ancora una volta un argomento di strettissima attualità.

La tematica prende in esame i progressi dell’Intelligenza Artificiale (Ai), l’apprendimento automatico, l’accumulazione di dati su scala mondiale ed una evoluzione ed una simbiosi inevitabile, almeno stando a quanto contenuto nel Libro bianco diffuso dall’Institute of Electrical and Electronic Engineers (Ieee) dedicato, appunto ai Sistemi Autonomi Simbiotici (Sas). Le decisioni prese oggi, insomma, influenzeranno il panorama etico, legislativo, sociale, istituzionale e tecnologico del prossimo futuro.

E allora, cos’è il Gemello Digitale? Parliamo di un concetto un tempo relegato al mondo delle macchine e alle discussioni fra ingegneri quando l’obiettivo del “doppio” in quel caso era di riparare macchine in autonomia. I telefonini sarebbero una prima versione di Gemello Digitale che si stacca dall’ingegneria, entra nell’informatica e balza nella coscienza dell’individuo.

“Vista la grande quantità di dati reperibili su di noi in rete, – ha spiegato Maria Pia Rossignaud, direttrice di Media Duemila – il passaggio all’individuo è stato scontato. Così si è usciti dal mondo particolare dell’ingegneria mettendo l’uomo al centro della questione del Gemello Digitale.

“Ho definito tutto ciò l’inconscio digitale – ha affermato lo studioso Derrick de Kerckhove, direttore scientifico di Media Duemila – la mole di informazioni che si ha su di noi e che noi non conosciamo. L’inconscio digitale esternato diviene il Gemello Digitale, come a dire che il contenuto della nostra memoria tradizionale esce dalla testa e si ubica in un dispositivo. Una volta che si è spostato, costituisce con l’aiuto degli assistenti vocali un ricordo del fatto che tu hai comprato e assunto un farmaco tre anni fa (che magari ti ha fatto male) del quale il dottore neanche sapeva.

A livello etico, giuridico e sociale avere un Gemello Digitale è una cosa diversa dall’essere ‘semplicemente’ tracciati sulla rete: in teoria permetterebbe di riprendere il controllo sui dati dotandoci di un assistente fenomenale che ci conosce meglio di noi stessi. Il Gemello Digitale ha un futuro perché i suoi sviluppi industriali sono enormi. Può essere una positività della tecnologia se impariamo a usarlo bene”.

Mercoledì 25 settembre a partire dalle ore 10 a Roma in via della Dogana Vecchia presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani si discuterà di tutto questo nel corso del Premio Nostalgia di Futuro 2019. L’evento intitolato “Gemello digitale l’altro me – Intermediario con la nostra realtà aumentata – Intelligenza Artificiale tra etica, educazione e politica” comincerà con l’intervento del presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Interverranno inoltre: Gianni Letta, presidente onorario TuttiMedia; Franco Siddi, presidente Osservatorio TuttiMedia; Roberto Saracco, chair of the Sas Initiative of Ieee; il sociologo de Kerkhove; Andrea Riffeser Monti, Fieg; Pier Paolo Cervi, Mediaset; Mario Sechi, Agi; Enrico Bellini, Google; Antonella Di Lazzaro, Rai Pubblicità; Laura Bononcini, Facebook; Raffaele Lorusso, Fnsi; la direttrice di Media Duemila Maria Pia Rossignaud.

A seguito delle discussioni su Gemello Digitale nuovo medium: persone, istituzioni e rete, storia e funzioni di una simbiosi e su tradizione e innovazione, alle ore 12 e 30 si terrà la premiazione di Innovazione è donna – Giovani designer per l’informazione giornalistica.

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