Yasser Murtaja, perché è stato ucciso il reporter palestinese

Nonostante indossasse la pettorina con la scritta press, Yasser Murtaja è stato colpito all'addome ed è morto dopo ore di agonia

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Yasser Murtaja, 33enne reporter palestinese, è stato ucciso dai tiratori scelti israeliani. Venerdì stava lavorando come tutti gli altri giorni. Documentava i cruenti scontri nella Striscia di Gaza, a due passi dal confine con lo Stato di Israele. Nonostante indossasse la pettorina con la scritta press, è stato colpito all’addome ed è morto sabato dopo qualche ora di agonia.

Yasser Murtaja

Murtaja era un giovanissimo palestinese che aveva deciso di creare un’agenzia stampa, l’Ain Media, con la quale documentava quello che accadeva durante gli scontri con Israele. Lo scorso venerdì, come anche nei mesi passati, era nei pressi del confine con gli israeliani in compagnia di alcuni manifestanti che avevano dato inizio a delle rivolte. Probabilmente non è stato riconosciuto, anche se indossava la pettorina, ed è stato colpito da un soldato. Da qualche giorno, infatti, sono ripresi gli scontri presso la striscia di Gaza. I palestinesi stanno partecipando in massa a quella che chiamano Marcia del ritorno.

Yasser Murtaja è una delle nove persone che il 6 aprile sono state uccise dagli israeliani. “L’omicidio del giornalista è stato chiaramente premeditato. – si legge sulla pagina Facebook della Ain Media – Chiadiamo alle Nazioni Unite di attivarsi per chiarire tutti gli aspetti dell’assassinio. Yasser stava girando in un’area che non era pericolosa per l’occupazione. Ringraziamo tutti i giornalisti, i rappresentati dele istituzioni civili, i cittadini che hanno partecipato al funerale di Yasser”.

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