Festa della mamma: la mia mamma è differente / Gallina in fuga

Festa della mamma. Non permettiamoci di non portare un fiore alla donna che compie il miracolo del calzino. Non siamo solo figli dello slancio emotivo a mezzo post

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Festa della mamma: la mia mamma è differente. Gallina in fuga è la rubrica di Effequadro a cura di Marianna Di Nola che si fa leggere tutta d’un fiato, che fornisce particolari punti di vista sull’attualità e sui media, che prende in giro un po’ tutti. Forse anche lo stesso Effequadro.

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Gallina in fuga

Festa della mamma: la mia mamma è differente

Festa della mamma. “Una festa così al mese: mamma, nonna, donna, presunta donna”, è quello che sperano fioristi, pasticceri, profumisti. Se qualche festeggiabile si sente escluso, può proporsi e pretendere che anch’esso sia celebrato. Ho proposto la festa del figlio, la festa della donna che non lo ha il figlio, la festa della badante dei nonni e la festa dei portatori dell’apparecchio ai denti.

Sappiamo che ogni celebrazione è stata svuotata del suo significato più nobile e tutto si è ridotto a un fascio di fiori, un profumo, una borsa, una torta glassata con un rosso “Auguri, mamma!”. Sappiamo che oggi le nostre piattaforme virtuali sono invase di frasi da farci rizzare i peli nel naso, che ognuno di noi scriverà di avere la mamma più tutto del mondo e tutta una serie di altre bambinate.

Va bene mantenere l’allure filosofica ma noi tutti, figli dello slancio emotivo a mezzo post, tweet et similia, non permettiamoci di non portare un fiore alla donna che compie il miracolo del calzino. Alla donna che “questa casa non è un albergo ma “vieni che’ ti preparo quella cosa che tanto ti piace”, alla donna che è cuoca, sarta, colf, psicologa, medico, maestra, tutto assieme, mentre noi a stento riusciamo a fare i figli.

Auguri, Wonder Woman.

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