Obiettivo 4 marzo – 31 gennaio 2018 – Politiche, i soliti noti

Obiettivo 4 marzo: l'angolo politico del 31 gennaio 2018 secondo Effequadro. Occhio sulla campagna elettorale: retroscena e commenti in vista del voto alle elezioni Politiche

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Obiettivo 4 marzo - 31 gennaio 2018

A volte ritornano. O meglio, ritornano ogni cinque anni, in concomitanza delle elezioni Politiche. Sono gli evergreen della politica nazionale e locale, pronti a garantirsi l’assicurazione per un’altra legislatura tra i banchi del Parlamento.

Fenomeno che interessa soprattutto il centrodestra, che blinda i suoi deputati e senatori ricandidando i vari Luigi Cesaro (capolista al Senato al plurinominale, nonostante la recente inchiesta della magistratura a suo carico per scambio di voti), Carlo Sarro, Paolo Russo, Domenico De Siano, Mara Carfagna. Per non parlare degli intramontabili Mastella e Pisacane, che hanno deciso di dare spazio alle loro consorti. Non mancano tuttavia le polemiche, per dei ritocchi nelle liste di Forza Italia fatti all’ultim’ora direttamente dal Cavaliere Silvio Berlusconi. E’ il caso di Nunzia De Girolamo, ritrovatasi a sua insaputa declassata al secondo posto nel collegio per la Camera di Avellino – Benevento, alle spalle di Cosimo Sibilia. La deputata beneventana ha accusato stamane in diretta tv Mara Carfagna e il leader regionale De Siano: “Non è in grado di guidare il partito”, ha affermato la De Girolamo.




Ma le polemiche sulle liste non risparmiano le altre coalizioni e gli altri partiti. Nel Pd infatti, dopo “Il lanciafiamme” (citazione Renzi) usato dal segretario nazionale nella composizione delle liste, tiene banco la querelle con le minoranze democrat. La resa dei conti potrebbe materializzarsi subito dopo il voto. Nel caso in cui il Pd non dovesse raggiungere la linea di salvezza del 24%, il ministro Orlando e il governatore della Puglia Michele Emiliano potrebbero chiedere un nuovo congresso. L’obiettivo? Rovesciare Matteo Renzi e, magari, riaprire agli scissionisti di Liberi e Uguali. Un Pd che, in Campania, oltre alla candidatura azzeccata di Paolo Siani, ha garantito comunque uno scranno in Parlamento a Piero De Luca, figlio del governatore Vincenzo.

Ed è bagarre anche nel Movimento 5 Stelle, dove si discute delle gaffe dell’ultim’ora commesse sulle liste. Di Maio ha dovuto infatti cancellare, nella lista dei “super competenti” individuati per i collegi uninominali, l’ammiraglio di Marina Rinaldo Veri. Quello che fino a due giorni fa era considerato “il fiore all’occhiello” della prossima competizione elettorale, è responsabile di “aver svolto il ruolo di consigliere comunale ad Ortona, per una lista civica alleata col Pd”. E a Firenze, a sfidare Matteo Renzi all’uninominale, ci sarà Nicola Cecchi, avvocato figlio di uno storico esponente dc, iscritto fino a poco fa al Pd. In Toscana, era tra i più accesi sostenitori del Si al referendum costituzionale del 2016, che segnò una nuova era politica nel panorama nazionale.

Francesco Fusco