Quindi la voce femminile deteriora i poveri maschietti?

Lo studio di alcuni baldi giovani letto a fondo spiega che il cervello maschile è troppo semplice per comprendere la voce femminile

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Quindi la voce femminile deteriora i poveri maschietti? Gallina in fuga è la rubrica di Effequadro a cura di Marianna Di Nola che si fa leggere tutta d’un fiato, che fornisce particolari punti di vista sull’attualità e sui media, che prende in giro un po’ tutti. Forse anche lo stesso Effequadro.

voce femminile

Gallina in fuga

Quindi la voce femminile deteriora i poveri maschietti?

La voce femminile “stanca” l’uomo. Si era partito così, prendendola sul piano.
La ricerca inglese risale al 2005 ma si era ancora all’inizio dell’avvento dei social e morì in qualche frettoloso foglio di rivista. Ora che siamo tutti navigati e naviganti, la notizia è stata riportata con il carico da novanta: la voce femminile “deteriora” il cervello dell’uomo.

Parliamone. A prescindere dalla spiegazione scientifica che vede una differente conformazione delle corde vocali nelle donne, siamo proprio sicuri che la ricerca, questa figlia di uno scienziato maschio, manco a scriverlo, stia investendo nella maniera giusta?

Anziché procedere con passi modesti verso un’uguaglianza imperfetta tra uomo e donna capace di incastrarsi non solo a letto, si fanno balzi indietro. Giustifichiamo, legittimiamo, spieghiamo perché l’uomo non ci ascolta, si distrae, perde il filo del nostro discorso.
Piccolini, gli facciamo la bua all’encefalo. Manca solo che qualche genio ci chieda il risarcimento dei danni per avergli provocato una forte emicrania o la caduta dei capelli e qualche togato, con ricerca alla mano, gli riconosca uno stato di invalidità per danno dalle nostre ugole recatogli.

La donna nel 2018 deve ancora assistere a questi colpi bassi, prestare il fianco alle battute che troncheranno i nostri discorsi. La donna nel 2018 deve ancora chiedersi perché una ricerca scientifica debba essere improntata dallo scienziato e da chi si occupa della sua diffusione (media, ovvio) con l’aggravante per la donna. Perché?

Lo studio di questi baldi giovani letto a fondo spiega che il cervello maschile è troppo semplice per comprendere i nostri discorsi. Non è la nostra voce, la nostra laringe a creare disturbo. Di conseguenza i loro discorsi, i loro toni, fanno lavorare pochissima parte del cervello femminile. Non a caso la voce di una donna non reca fastidi a un’altra donna.E’ che loro sono troppo “sciuè sciuè” per noi. Questa è la verità.

Parlare con noi è impegnativo, troppe parti del cervello maschile dovrebbero attivarsi per reggere un paragone con noi. Che carini; sport, donne e motori gli hanno atrofizzato pure le sinapsi e cercavano la capra espiatoria. Comunque, vi capiremo se non ci ascoltate o capite. Non è colpa vostra. E’ che proprio non ce la fate.

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